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Stop alla Infibulazione PDF Stampa E-mail

INFIBULAZIONE FEMMINILE

Quando la tradizione è una violenza da fermare

 

stop alla infibulazione

In occasione dello scorso 6 Febbraio 2011, proclamata Giornata Mondiale contro l’infibulazione e la mutilazione femminile, l’Associazione Onlus NPSG (Non c’è Pace Senza Giustizia) è “scesa in piazza”. Ha presentato la propria motoria per mettere al bando le orrende pratiche che, purtroppo, ancora oggi vengono inflitte a future donne, ancora bambine! Le donne vittime nel mondo sono 150milioni. In Italia, ogni anno, 3mila bimbe vengono sottoposte alla terribile pratica.

 

Se ne contano 35mila, diventate ormai donne, mutilate dai propri genitali. Proprio così, è di questo che si tratta! L’infibulazione è una tradizione patriarcale, non religiosa, che prevede di cucire le grandi labbra vaginali, conservando un solo piccolo pertugio, necessario per i bisogni fisiologici; mentre la mutilazione genitale femminile o MGF consiste nell’asportazione del clitoride. Entrambe, per molte culture, vengono considerate “l’iniziazione delle giovani donne”. Una macabra usanza presente nel continente Africano, ma anche in paesi come Bolivia, Indonesia, Kurdistan, Yemen e che, come racconta il vicepresidente del Senato Emma Bonino, riguarda anche donne, ragazze e bambine, oggi residenti in Europa. Molte delle bimbe immigrate in Italia con le proprie famiglie, provengono da paesi in cui la tradizione è fortemente sentita e, in assenza di una campagna di sensibilazzazione, i genitori non sentono il bisogno di abbandonare il rituale.
Nella nostra nazione, dal 2007, la pratica dell’Inifibulazione è punita con una reclusione fino a 12 anni; ma c’è la necessità di fare di più poiché, attraverso brevi viaggi all’estero, innocenti bambine devono subire ancora questa crudeltà. Serve maggiore sostegno, soprattutto da parte di noi donne che possiamo immaginare quale esperienza terribile possa essere la chiusura e l’amputazione dei genitali femminili. 
Ma cosa possiamo fare esattamente?

  • Possiamo parlarne di più, divulgare il più possibile l’informazione volta alla sensibilizzazione (su cinque ragazze intervistate a Milano, solo due hanno abbozzato una confusa spiegazione sull’infibulazione)

  • Possiamo donare il 5 per mille dell’imposta sul reddito. Non si tratta di una tassa aggiuntiva. È un gesto che non costa nulla: semplicemente si sceglie di destinare parte delle proprie tasse ad un’associazione o ente di ricerca invece che allo stato.

  • Possiamo lasciare il nostro segno firmando gratuitamente la petizione on-line. Il modulo si trova sulla destra della pagina alla quale potrete accedere cliccando qui

  • Possiamo sostenere il lavoro dell’Associazione donando un piccolo contributo. Le indicazioni su come effettuare la donazione le troverete cliccando qui

Ogni tuo gesto può fare la differenza!

 

Romina





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