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Vaccino contro il cancro al collo dell'utero PDF  | Stampa |
mercoledė 14 novembre 2007

Con il vaccino si combatte il cancro al collo dell'utero

 

Vaccino

Nelle farmacie italiane è arrivato Gardasil, il vaccino quadrivalente contro il Papilloma virus.

 

L’HPV, conosciuto anche con il nome di Papilloma virus Umano, può portare al cancro al collo dell’utero ed è responsabile di altre patologie tra cui i condilomi, le lesioni cervicali e le neoplasie anogenitali. Questo virus è diffuso fino al 75% della popolazione sessualmente attiva e il picco di infezione appartiene alle adolescenti e alle giovani donne fino ai 25 anni di età.
L’HPV, che si trasmette attraverso i rapporti sessuali, è costituito da 100 tipi virali, dei quali, i più coinvolti nelle patologie a carico dell’apparato genitale femminile sono quattro, ovvero i tipi 6, 11, 16 e 18: sono in grado di infettare le cellule della cervice, trasformandole in cellule neoplastiche.

Ogni anno il cancro al collo dell’utero viene diagnosticato a circa 470.000 donne, delle quali 33.500 in Europa e 3.500 solo in Italia: purtroppo circa la metà delle donne colpite dalla malattia muore. Inoltre sono centinaia di migliaia le donne con condilomi genitali, lesioni precancerose e neoplasie anogenitali. Tra l’infezione e l’insorgere delle lesioni precancerose di solito trascorrono anni e per non correre rischi inutili, insieme al Pap Test e ai programmi di screening, ora c’è anche il vaccino.

Gardasil è un vaccino quadrivalente, mirato a 4 tipi virali di HPV: 6, 11, 16 e 18 e ha un’efficacia fino al 100% nella prevenzione del cancro al collo dell’utero e delle lesioni precancerose. Il vaccino costituisce uno scudo protettivo che impedisce al Papilloma virus di entrare nell’organismo e in seguito di proliferare. Ovviamente il vaccino non è terapeutico, quindi non cura le lesioni e le infezioni già presenti. Sono stati effettuati studi anche sulla tollerabilità del vaccino: gli effetti indesiderati più frequenti sono attribuibili a dolore, gonfiore e arrossamento dovuto all’iniezione e febbre.

Il vaccino è indirizzato agli adolescenti (di entrambi i sessi) tra i 9 e i 15 anni e alle giovani donne tra i 16 e i 26 anni. In Italia sarà gratuito per le ragazze di 12 anni,
mentre per tutte le altre è possibile acquistarlo in farmacia, dietro prescrizione medica, e va somministrato in tre dosi da assumere entro sei mesi.

Ovviamente, nonostante il vaccino, le donne sono tenute a sottoporsi regolarmente a controlli approfonditi come il Pap Test, grazie al quale i tumori si sono ridotti di almeno sei volte rispetto a un tempo. Inoltre, da qualche anno è possibile identificare i ceppi di HPV nel tratto genitale, per assicurarsi tranquillità e sicurezza contro i tipi di Papilloma virus non contemplati dal vaccino.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito www.spazioprevenzione.it/hpv e in seguito rivolgersi al proprio medico di fiducia.

                                                                               Elisabetta
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