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Il rosso che non dona alle donne PDF  | Stampa |
giovedė 04 ottobre 2007
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Nel 2008 ci saranno le Olimpiadi, il paese che avrà l’onore di ospitare il grande evento sportivo è la Cina.  In vista di “Pechino2008”, sembra che tutta la Repubblica Popolare Cinese, si sia dedicata alla rimessa in sesto non solo del territorio, ma anche dell’immagine che di questo paese arriva all’estero. Abbattimento di vecchi quartieri fatiscenti, messa a dimora di migliaia di alberi, traffico privato dimezzato, lezioni di educazione civica ai cittadini.

Nonostante tali notizie, non riesco ad essere serena, il tutto mi dà l’idea dell’ennesimo prodotto taroccato dagli occhi a mandorla.

Un avvocato dissidente (uno dei tanti abitanti colpiti, a causa delle opere di ammodernamento della città, da un esproprio forzato a fronte di risarcimenti irrisori),  è stato picchiato ed arrestato per impedirgli di deporre, durante un processo, contro un imprenditore accusato di corruzione e frode fiscale. Tre anni di carcere per l’avvocato, l’accusa? “rivelazione di segreti di Stato”.

Lotta all’inquinamento? Da due anni gli scienziati stanno cercando di eliminare la coltre di smog che avvolge la città, in più dal 2002 (anno in cui sono stati assegnati i giochi a Pechino) ad oggi sono stati piantati più di 200 milioni di nuovi alberi, lavoro ecologico notevole, se solo non si pensasse perché erano assenti tanti alberi. Proibita,  sempre per la lotta all’inquinamento, la circolazione a 15mila taxi e 300 bus perché non in regola con le emissioni di idrocarburi e decisa la chiusura di “industrie chimiche altamente inquinanti”.

A proposito dell’educazione dei cittadini, sono in corso campagne contro le cattive abitudini, tipo saltare la fila, gettare i rifiuti a terra, sputare in pubblico, o soffiarsi il naso con le mani. Sembra che funzioni, dato che l’ufficio per il civismo ha dichiarato che gli sputi sono scesi dall’8,4% al 4,9%, mi chiedo come hanno fatto i rilievi, il giorno 11 di ogni mese è il “giorno della fila”, si insegna a uomini e donne ad attendere in file ordinate, un’ordinanza poi invita i guidatori di taxi a lavarsi i capelli. In tutto questo rientra anche la politica della limitazione delle pene capitali, forse il business più ricco per il paese della Grande Muraglia. Ufficialmente la

Cina dichiara 1000 esecuzioni l’anno contro le 5-9 mila riscontrate dalle associazioni per i diritti civili. Si sa infatti che l’80% dei corpi dei giustiziati vengono utilizzati per l’espianto degli organi (per guadagnare minuti e pezzi di corpi preziosi, gli incaricati delle esecuzione, viaggiano su delle ambulanze), tale commercio è ormai una delle industrie più attive, le cliniche affollatissime non solo da ricchi cinesi, ma anche da giapponesi e israeliani. La stessa Cina dichiara orgogliosa, a scopo pubblicitario, le 20.000 operazioni l’anno.  Qualcuno quindi, dati alla mano, ha fatto i calcoli e la cifra delle esecuzioni sale a 15-16 mila l’anno!

Altre piaghe sociale, che passano inosservate a causa della censura di Stato, sono il controllo delle nascite, ed il problema dei portatori di handicap fisici o mentali. Gli aborti clandestini sono all’ordine del giorno, coltivando infatti il mito del figlio unico e perfetto, molte donne, soprattutto abitanti nelle campagne, decidono per l’interruzione di gravidanza alla scoperta del sesso femminile del feto. Consce infatti delle difficoltà del vivere femminile, le madri spesso sono costrette non solo dallo Stato e dai parenti, ma dalla vita che loro stesse conducono, all’aborto. Stesso discorso per quanto riguarda l’abbandono dei portatori di handicap, quasi nessuna delle famiglie tiene il bimbo con tali problemi, più facile abbandonarlo anche sapendo che tipo di vita difficile condurrà lontano dagli affetti familiari.

La Repubblica Popolare Cinese è un paese immenso che vive di censure e vecchie tradizioni così anacronistiche da rasentare l’assurdo, la donna vive (?) con diritti e doveri da medioevo.

No decisamente questo non è un ROSSO che dona a noi donne…

 

… con le unghie e con i denti …

 

                                                                                                         ORSALI





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