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Modelli di intervento per la promozione del benessere a scuola PDF Stampa E-mail
di Giovanna Caporaso tecnico/ricercatore  ANSAS Nucleo territoriale Campania

La salute e il benessere sono da ritenere come il frutto dell’interazione di un soggetto, biologicamente peculiare, con il suo ambiente in un contesto sociale che permette l’attivazione delle competenze personali.
La scuola può e deve cambiare prospettiva trasformandosi da contenitore di interventi volti alla presa in carico del disagio a contesto di promozione (progettazione) per il benessere.
Anche il disagio scolastico costituisce un’esperienza multifattoriale che può implicare variabili individuali (quali scarso rendimento scolastico da problemi di apprendimento, vulnerabilità emozionale, bassa stima di sé o scarso senso di autoefficacia) o variabili psico-sociali come i processi di confronto interpersonale simmetrici e asimmetrici
Il disagio è l’espressione di un intreccio di fattori strutturali e dinamico-evolutivi che nella sua complessità sistemica attraversa e coinvolge tutte le componenti del sistema scuola: i soggetti e il contesto che li accomuna.
La scuola è il luogo della rilevazione del disagio delle giovani generazioni e, a seconda del suo modo di essere e funzionare, può, implementare, moltiplicare il disagio oppure accoglierlo, conoscerlo, riconoscerlo e mettere in atto processi che lo contrastano
La scuola attraverso il POF deve integrare in un’unica strategia educativa e formativa, la dimensione didattica e disciplinare, orientata a formare il lavoratore, con quella più psico-sociale, relazionale, ed etica, orientata a formare la persona e il cittadino.
Il benessere, quindi, dovrebbe essere inteso come una dimensione globale e trasversale dell’essere a scuola e del fare scuola.
L’obiettivo benessere è un indicatore, oltre che un fattore di successo della sua missione,pertanto,l’interesse al benessere è di tutte le componenti della comunità scolastica

Il benessere psicologico è un concetto che rimanda ai diversi aspetti “oggettivi” che riguardano lo stato di salute, la qualità dell’ambiente di vita, la sicurezza, il lavoro, l’accessibilità dei servizi; ma richiama anche aspetti e sentimenti “soggettivi” inerenti alla percezione della propria salute, alla soddisfazione personale, all’autoefficacia, all’autostima, al senso di fiducia , al senso di Appartenenza.

Il benessere sociale invece , rimanda come sostiene Keyes a concetti come l’integrazione      sociale, la realizzazione sociale, coerenza sociale e accettazione sociale

Come si  può promuovere il benessere a scuola, quali i modelli possibili?
 Il principio guida di qualunque modello dovrebbe essere quello di:
Sintonizzarsi con le istanza interne degli allievi e intercettarne i bisogni e le potenzialità
La parola chiave dovrebbe essere  empowerment: ”conferire poteri”, “mettere in grado di “, essa deriva dal verbo inglese to empower, condurre un soggetto a superare una condizione di impotenza aiutandolo a costruire le condizioni (sia in termini di “saper fare” che di “saper essere”) necessarie per conquistare fiducia in sé.
Variabili sensibili al fattore benessere:
•    L’Accoglienza da pensare come l’incipit di una relazione multipla e sistemica che accompagnerà l’allievo negli anni
•    La cura della comunicazione e dell’informazione come fattori di partecipazione e di democrazia
•    Il riconoscimento della diversità nei processi di apprendimento
•    La pratica, nelle classi, del lavoro di gruppo e del mutuo aiuto
•    L’organizzazione di spazi e tempi distribuiti tra attività didattiche e attività sociali e culturali
•    La riflessione sulla qualità delle relazioni fra docenti e allievi e fra allievi

Le difficoltà che ostacolano il benessere possono essere difficoltà relative all’esperienza scolastica in quanto tale (ad esempio le difficoltà di apprendimento), difficoltà relative alla sfera relazionale con i compagni e con le insegnanti. Quest’ ultime compromettono le relazioni interpersonali e l’immagine di sé e sono percepite come più gravi e più problematiche per lo sviluppo dell’identità e dell’adattamento sociale (Tyszkowa)
Un modo in cui la scuola può aiutare l’adolescente è, senza dubbio, attraverso la definizione di spazi di dialogo e di ascolto, sia individuali , sia di gruppo, condotti da insegnanti, da tutor, da psicologi, su aspetti della vita scolastica o privata
Un circolo qualità è un gruppo classe che si riunisce una volta alla settimana per cercare di identificare alcune modalità idonee a migliorare l’organizzazione in cui opera.
I circoli mirano a migliorare il clima relazionale complessivo e a trovare soluzioni pratiche a problemi interpersonali attraverso un processo partecipativo strutturato di soluzione dei problemi
Quali abilità sviluppano?
•    Lavorare in collaborazione con altri
•    Esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni
•    Ascoltare gli altri
•    Tenere un resoconto delle discussioni
•    Identificare e attribuire delle priorità ai problemi incontrati
•    Valutare l’entità, le cause e gli effetti del problema
•    Formulare soluzioni
•    Valutare i pro e i contro delle soluzioni
Le cinque fasi della risoluzione di un problema:
- Identificazione del problema
- Analisi del problema
- Sviluppo delle soluzioni
- Presentazione delle soluzioni alla “direzione”
- Revisione delle soluzioni
L’esperienza condotta presso il Convitto V. Emanuele ha dimostrato che per trattandosi di un modello nient’affatto valido in assoluto ma che va calibrato e contestualizzato può senz’altro contribuire alla creazione di un ambiente di apprendimento dove comunicare è parte integrante del curricolo e ciò di per sé può migliorare il “clima scolastico”.
G.C. 




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