Cuore di mamma...
NAPOLI (22 ottobre) – La bimba arriva in condizioni disperate, un rigurgito di vomito, mentre dormiva è la causa della morte, questo il verdetto dei medici dell’ospedale, ma gli stessi medici scrupolosi o forse insospettiti da qualcosa, scoprono segni di violenza sessuale , su quel corpicino di soli 4 anni e mezzo, una violenza in atto da mesi.
Scattano subito le denunce ed i provvedimenti del caso, i primi ad
essere interrogati sono ovviamente i genitori della piccola, lei 27
anni, lavora come operaia in un azienda manifatturiera, lui 26 è
impiegato della Società autostradale, lavora al Brennero ed è così
costretto a tornare a casa, solo ogni 15 giorni, una vita di sacrifici
dunque quella della coppia, che cerca di andare avanti avvalendosi
dell’appoggio della nonna paterna. E l’ORCO (per ora sembra ci sia un
solo colpevole), si nasconde proprio lì, nella casa che i genitori
della piccola devono aver considerato il miglior luogo dove lasciare la
bimba durante i loro impegni di lavoro. Accusato del “maledetto” fatto,
lo zio della bimba, un fratello della nonna, 48 anni, disoccupato,
analfabeta, ha confessato ed ammesso le sue colpe senza nessun cenno di
pentimento. Quasi come se, quanto accaduto, fosse una cosa normale.
«Colpa - dice il capitano dei carabinieri di Casoria, Paolo Cambieri
che ha eseguito il provvedimento di fermo - di un forte disagio
culturale che ha alle spalle. L'uomo non sa ne scrivere ne leggere. Una
situazione di disagio così forte che quasi non si è reso conto della
gravità della cosa». Il fermo dell’uomo, dopo la confessione, si è
trasformato in arresto. Al vaglio degli inquirenti, il ruolo coperto
dalla nonna, naturalmente come tutti noi, chi indaga si chiede se
davvero la donna non si sia accorta, di quello che accadeva in quella
casa. E così, l’orrore torna a farci visita di nuovo, ma stavolta è un
doppio orrore, perché non solo il colpevole è un familiare, a questo le
cronache ci hanno quasi abituato, ma è l’orrore di scoprire che il
disagio culturale, venga quasi usato come giustificazione dell’atto
tremendo di chi ha abusato dell’ennesima anima innocente. Beh, non ci
sto, no, nessuna giustificazione, non saper leggere e scrivere, non fa
di noi automaticamente dei mostri, sarebbe davvero indecente che questo
ragionamento venisse usato in aula da parte dei difensori
dell’imputato, per giustificare in qualche modo quanto è accaduto.
E su di un muro davanti al parcheggio del Comune di Crispano è comparsa
la scritta. «Basta con gli abusi sui minori, galeotti fatevi onore».
Nella cittadina la gente è stupita e arrabbiata: «Fatti del genere non
erano mai accaduti - dicono in piazza - chi ha compiuto un atto del
genere ha una grave responsabilità e ha infangato il nome della nostra
cittadina». Ha infangato il nome della nostra cittadina? No signori, ha
infangato e distrutto un anima che doveva crescere e vivere, ha
infangato noi “adulti”, ancora incapaci di capire, che i figli, non
sono solo nostre estensioni, ma esseri umani che hanno il diritto di
vivere nella sicurezza e nell’amore. Infanga, la coscienza di noi
genitori, quando recandoci a lavoro, abbiamo il dubbio di aver lasciato
i nostri figli in mani sicure.
… con le unghie e con i denti …
ORSALI
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