Nel libro vengono mostrate le diverse sfaccettature della Principessa e viene ricostruito l’ intero percorso che l’ ha portata a diventare un “mito globale” dal nome “principessa infelice”.
Tina Brown conobbe Diana di persona. Dopo la laurea a Oxford, ha collaborato con diverse testate prima di arrivare, all’età di 25 anni, alla direzione del mensile Tatler decretandone la rinascita. Nel 1984 ha assunto la direzione di Vanity Fair, e dopo otto anni di successi, nel 1992 è diventata il primo direttore donna di The New Yorker. Nel 2000 è stata insignita dalla Regina del titolo di Commander of the British Empire (CBE).
L’ autrice analizza il “fenomeno Diana” ripercorrendo la biografia della Principessa, che ruota intorno ad un mondo femminile, a partire da sua madre, una donna vistosa e provocante, sua nonna, una donna intrigante, la detestata matrigna, le cognate, i parenti acquisiti, come la Regina Madre, nella quale Diana ha cercato, invano, l’ approvazione fino al giorno in cui è morta, fino ad arrivare a Camilla Parker Browles, l’ attuale moglie del Principe Carlo. Un cocktail di donne che hanno portato la Principessa del Popolo a trasformarsi in una Cenerentola da fiaba fino a diventare un’ icona moderna.
Nel libro vengono smentite delle storie che ruotavano intorno a Lady D da sempre, come la sua relazione extraconiugale con James Hewitt nata, a dire dell’ autrice, nel 1986, quindi dopo la nascita del figlio Harry, smentendo la paternità supposta di questo.
Ma c’è anche un’ altra rivelazione riguardo l’ amore tra il Principe Carlo e Camilla, che svela la vera storia d’ amore tra i due.
E tante altre curiosità, sugli amore sbagliati, che hanno dato vita alla leggenda della principessa infelice…