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I simboli del Natale PDF Stampa E-mail

 

vischio
 
Il vischio
Pianta natalizia per eccellenza. Per le sue virtù magiche, era considerata una pianta divina e miracolosa tanto che era permesso raccoglierla solo ai sacerdoti, utilizzando esclusivamente un falcetto d’oro. Oggi è pianta di buon augurio, simbolo di pace, che protegge perché incarna lo spirito vitale. 
 
 
 
 
ghirlanda
Le ghirlande
Durante la vigilia di Natale, mentre Gesù benediceva gli alberi di Natale, notò nel giardino di una casa un albero ricoperto di ragnatele. Al momento della benedizione di questo albero, le ragnatele si trasformarono in bellissime ghirlande d’oro e d’argento. Da quel giorno le ghirlande furono adoperate per addobbare gli alberi di Natale.
 
 
 
agrifoglioL’agrifoglio e il pungitopo
Considerate portatrici di fortuna, si caratterizzano per le loro foglie dure e con le spine, simbolo di forza e prevenzione contro tutti i mali. Le bacche rosse sono il simbolo del Natale, il simbolo della luce e del buon auspicio, una promessa di abbondanza e fecondità per il nuovo anno che comincia. Secondo la leggenda, le foglie spinose rievocano le spine della corona di Cristo e le bacche il rosso del suo sangue.
 


melagrana
 
 
 
La melagrana
Simbolo della terra, questo frutto rappresenta la rigenerazione della natura. Gesù viene spesso dipinto con una melagrana in mano, che in questo caso acquista il significato simbolico di rinascita, resurrezione.
 
 
 
 
tombola Tombola
Il gioco tradizionale del Natale ha nell’antica Roma. Durante i Saturnali, che precedevano il solstizio e sui quali regnava Saturno, il mitico dio dell’Età e dell’Oro, eccezionalmente, si concedeva il gioco d’azzardo, proibito nel resto dell’anno. Il gioco era, quindi, in stretta connessione con la funzione rinnovatrice di Saturno dispensatore della fortuna agli uomini per il nuovo anno; quindi la buona sorte del giocatore non era dovuta al caso, ma al volere della divinità.
 
 
 
regali.jpg
 
 
I regali
In epoca romana, era usanza scambiarsi doni, in occasione dell’anno nuovo: il primo giorno dell’anno al re veniva offerto in dono un ramoscello raccolto nel bosco della dea Strenna.
Un rito benaugurale, che in seguito si diffuse tra la popolazione donando rami di ulivo, di alloro e di fico che non tardarono però ad essere sostituiti da oggetti. Con il Natale, lo scambio dei doni ha acquistato un significato diverso: il regalo di Natale simboleggia il dono che Dio ha fatto all’umanità, suo Figlio.
 
 
 
 
campana
Le campane di Natale
Sul ciglio della strada, dove passavano i pastori che si stavano recando in visita a Gesù Bambino, giaceva un bambino cieco, desideroso anche lui di andare a far visita al neonato Re. Nessuno si curava di lui. Quando scese la notte il bambino sentì in lontananza il rintocco di una campana da bestiame. Pensò che si trattasse della mucca che si trovava nella stalla di Gesù Bambino. Seguendo il suono di quella campana, arrivò fino alla mangiatoia dove si trovava il Piccolo Re.
 
 
 
pallenatale

Le palline colorate

C’era un giocoliere povero a tal punto da non avere niente da portare in regalo a Gesù. Decise, però, di andare a far visita lo stesso a mani vuote, ma facendo ciò che meglio sapeva fare e cioè il giocoliere. Con il suo spettacolo fece ridere Gesù Bambino. Da quel giorno, si dice che le palline colorate che appendiamo sui nostri alberi rappresentano le risate di Gesù Bambino.
 
 
 
 
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Il torrone
Siamo abituati, nelle lunghe abbuffate natalizie a mangiare: torrone, panettone, castagne e fichi, ma raramente ci fermiamo a riflettere sul perché di questi cibi. Le castagne, i Marron Glaces o i torroni e in generale tutti i dolci fatti con le mandorle, si pensava favorissero la nascita della prole e la fecondità della terra. Oggi sono simbolo di buona fortuna. L’uvetta del panettone richiama l’immagine delle monete d’oro: è quindi auspicio di ricchezza. Lo stesso si dice delle lenticchie di fine anno.
 
 
 
rudolf
La Storia di Rudolph, la renna dal naso rosso

Questa leggenda americana fu inventata negli uffici di una catena di grandi magazzini americani, la Montgomery Ward, quando nel 1939 si decise di regalare una nuova favola di Natale. Rudolph era una renna come le altre, ma aveva un enorme naso rosso, che purtroppo la rendeva oggetto di scherno ed emarginazione. Ma il simpatico Rudolph entrò nelle grazie del buon Babbo Natale, che la accolse con sè, e così le renne, che da sempre erano state 8, diventarono 9. Il grosso naso rosso dell’ultima arrivata divenne un pregio nelle fredde notti di neve e nebbia.







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