Il “
Diario di una casalinga disperata” è risultato un fenomeno di costume già negli anni ‘60 quando uscì per la prima volta.
L’ oggetto principale del romanzo, è l’infelice realtà di tante casalinghe di quel periodo.
La protagonista e voce narrante, Bettina Balser, è una di queste e affronta le sue giornate Newyorkesi nell’ incapacità di riconoscersi nel modello della perfetta donna di casa, con l’ ansia di non essere all’ altezza del marito, delle figlie, delle domestiche e dei negozianti vicini, a tal punto da rifugiarsi nell’ alcool, negli antidepressivi e in avventure extraconiugali per sfuggire alla depressione.
Bettina dopo avere vissuto la sua vita, vivendo diverse storie, studiando letteratura al college e dipingendo, decide, dopo 11 anni in cura da uno psicanalista freudiano, di cambiare vita; dai lidi dell’ arte e della letteratura, alla vita di moglie e madre.
Inizialmente le cose le andavano bene. Si sposa con un avvocato e tiene un tenore di vita alto, fino a quando si ribella alla sua vita e ne inizia a scrivere il racconto con tutte le sue angosce.
Così nasce la “casalinga pazza”, simbolo del malessere delle donne alla ricerca della propria identità. Si capisce che non è lei a non essere adatta al mondo, ma il mondo a non seguire il cambiamento di tante donne che aspirano a qualcosa d i meglio.
In questi anni iniziarono a scrivere donne, come
Doris Lessing , che parlarono a generazioni di donne riguardo la problematica del mondo femminile.
Anche se le cose, oggi, sono cambiate e le donne hanno un ruolo diverso nella società, il romanzo della Kaufman risulta ancora estremamente realistico, profondo e moderno.