La festa degli innamorati
Valentino da Interamna, questo il vero nome del santo protettore degli innamorati, è stato vescovo e martire cristiano italiano.
È venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica che dalla Chiesa anglicana, è patrono di Terni, in Umbria, città peraltro che ha visto i suoi natali.
La festa di San Valentino venne istituita un paio di secoli dopo la sua morte, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità (i lupercalia dedicati al dio Luperco) una ispirata al messaggio d'amore diffuso dall'opera di San Valentino.
Tale festa ricorre annualmente il 14 febbraio ed oggi è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo.
Sebbene tutti lo conoscano come "il giorno degli innamorati", pochi sanno che sono molte le leggende entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la vita di Valentino da Interamna, e per ciò che è stato imolato.
Leggende
Si narra di un giovane centurione romano di nome Sabino che,
passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome
Serapia e se ne innamorò follemente. Sabino la mano Serapia ma
ricevette un secco rifiuto: lui era pagano mentre la famiglia di
Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la
bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino
per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e ricevere il
battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore. Serapia si ammalò
di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza ormai
moribonda. Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla
sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga
sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e
mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante
avvolse quei due cuori per l'eternità.
Un'altra narra come un giorno il
vescovo Valentino, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando
ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita
nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Secondo un
altro racconto popolare, Valentino aveva un bellissimo giardino dove
amava far giocare i bambini poiché le loro grida erano un inno alla
gioia. Quando scendeva la sera donava a loro un fiore da portare alla
loro mamma, segno di amore, così era certo che si sarebbero affrettati
a rientrare a casa.
Da questa leggenda deriva l'usanza di donare dei
piccoli regali alle persone a cui vogliamo bene.
Auguri a tutti gli
innamorati!
Venusiana
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